La scissione dell’ente ex art. 30 d.lgs. n. 231/2001 – Aggiornamento 2024
Pesaro, 1 dicembre 2024
È stato recentemente pubblicato, in versione aggiornata, il mio Commento all’art. 30 del d.lgs. n. 231/2001, dedicato agli effetti della scissione societaria sulla responsabilità amministrativa da reato originariamente riferibile all’ente che si scinde.
Lo scritto, edito nella seconda edizione del Commentario Compliance. Responsabilità da reato degli enti collettivi, a cura di Castronuovo, De Simone, Ginevra, Lionzo, Negri, Varraso (Ipsoa, 2024), è stato rivisitato alla luce delle più recenti modifiche normative che hanno interessato la disciplina delle operazioni di scissione.

Tra i principali profili oggetto di approfondimento vi sono le novità introdotte dal d.lgs. n. 19/2023, adottato in attuazione della Direttiva (UE) 2019/2121 in materia di trasformazioni, fusioni e scissioni transfrontaliere, nonché l’introduzione nel codice civile, ad opera dello stesso Decreto, della scissione mediante scorporo di cui all’art. 2506.1 c.c.
Con riguardo alle scissioni transfrontaliere, l’aggiornamento esamina il rapporto tra la nuova disciplina e le sanzioni amministrative dipendenti da reato, soffermandosi sui meccanismi predisposti a tutela dei crediti vantati dalla pubblica amministrazione nei confronti delle società coinvolte nell’operazione (di scissione). Specifico approfondimento è quindi dedicato alle garanzie previste dagli artt. 30 e 31 del d.lgs. n. 19/2023 in presenza di debiti derivanti da sanzioni pecuniarie ex d.lgs. n. 231/2001. In relazione a tali garanzie vengono esaminati presupposti, struttura e contenuto. L’analisi considera le caratteristiche dell’impegno richiesto al garante — tra cui il pagamento a semplice richiesta scritta dell’ente creditore, la rinuncia al beneficio della preventiva escussione e all’eccezione di cui all’art. 1957 c.c. — nonché il problema della qualificazione giuridica della garanzia, anche alla luce delle peculiarità proprie della scissione totale.
Un ulteriore profilo di aggiornamento riguarda la scissione mediante scorporo, introdotta dall’art. 2506.1 c.c. L’esame delle caratteristiche del nuovo istituto — e, in particolare, delle differenze rispetto alla scissione tradizionale quanto agli effetti sul patrimonio della società scissa — pone, in primis, l’esigenza di (ri)definire l’ambito di applicazione oggettivo della norma in commento, stabilendo se, ed eventualmente entro quali limiti, ricorrendo la fattispecie di cui all’art. 2506.1 c.c., trovi applicazione la disciplina dell’art. 30 del d.lgs. n. 231/2001.
L’aggiornamento affronta così alcuni dei problemi di coordinamento posti dalle nuove forme di scissione rispetto a una disciplina, quella contenuta nel d.lgs. n. 231/2001, elaborata in un contesto normativo significativamente diverso.
Federica Forlani
Veste grafica aggiornata nel 2026 con il supporto dell’A.I., ispirata al tema “L’arte del diritto”.
