Profili critici dell’astrattezza delle garanzie bancarie autonome (monografia)
Pesaro, 12 agosto 2026
Esattamente dieci anni fa, veniva pubblicata la mia monografia dedicata ai Profili critici dell’astrattezza delle garanzie bancarie autonome (Educatt). Un lavoro per me particolarmente significativo, che ha raccolto e sviluppato in maniera organica riflessioni maturate nel tempo intorno a un tema importante nel mio percorso di ricerca: quello relativo alla fattispecie “contratto autonomo di garanzia” e, più precisamente, ai problemi posti dalla sua qualificazione e dalla disciplina applicabile.

Il contratto autonomo di garanzia rappresenta uno degli esempi più significativi di come la prassi commerciale, soprattutto internazionale, abbia progressivamente elaborato strumenti negoziali capaci di rispondere alle esigenze degli operatori economici oltre gli schemi tipici previsti dal codice civile.
Affermatosi nel commercio internazionale soprattutto a partire dal secondo dopoguerra, il contratto autonomo di garanzia nasce dall’esigenza di assicurare al beneficiario una tutela più intensa di quella offerta dalla fideiussione tradizionale. Il superamento del principio di accessorietà consente infatti alla garanzia di operare, almeno tendenzialmente, indipendentemente dalle vicende del rapporto sottostante e di proteggere il creditore anche rispetto a rischi difficilmente governabili, particolarmente frequenti nelle operazioni commerciali transnazionali.
Proprio la natura autonoma di tale accordo, tuttavia, pone un problema centrale: quello di determinare fino a che punto un negozio giuridico avente causa di garanzia possa essere realmente svincolato dal rapporto garantito e quali conseguenze ne derivino nel momento in cui il beneficiario escute la garanzia.
Il tema assume particolare rilievo quando la richiesta di pagamento intervenga nonostante il venir meno dell’obbligazione garantita, l’avvenuto adempimento dell’ordinante o altre circostanze relative al rapporto principale che rendano l’escussione abusiva o fraudolenta. In questi casi emerge la necessità di individuare un punto di equilibrio tra due esigenze contrapposte: preservare l’autonomia della garanzia – e dunque la funzione economica per la quale essa è stata concepita – e impedire che tale autonomia si trasformi nello strumento attraverso il quale il beneficiario possa ottenere un pagamento sostanzialmente non dovuto. È in questo spazio che si colloca il problema di definire il regime delle eccezioni esperibili nei confronti del beneficiario in sede di escussione e, tra queste, in particolare, dell’exceptio doli, tradizionalmente individuata quale limite all’autonomia della garanzia in presenza di una prova “liquida” dell’abusività o fraudolenza della richiesta di pagamento. Regime che, come anticipato, risulta strettamente condizionato dalla qualificazione giuridica attribuita al contratto autonomo di garanzia.
La monografia ricostruisce quindi l’evoluzione dottrinale e giurisprudenziale del contratto autonomo, a partire dalla sua progressiva affermazione nell’ordinamento italiano, per esaminarne la struttura e la validità sotto il profilo causale e individuare, sulla base della qualificazione accolta, la disciplina applicabile.
Federica Forlani
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Veste grafica realizzata con il supporto dell’A.I., ispirata al tema “L’arte del diritto”.
