RIFORMA DELLA GIUSTIZIA CIVILE. Prima lettura della Legge Delega

RIFORMA DELLA GIUSTIZIA CIVILE. Prima lettura della Legge Delega

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RIFORMA DELLA GIUSTIZIA CIVILE. Prima lettura della Legge Delega

Firenze, 14 aprile 2022

Si è svolto, a Firenze, un ciclo di otto incontri sul delicato tema della “RIFORMA DELLA GIUSTIZIA CIVILE. Prima lettura della Legge Delega” nel corso del quale sono state analizzate le novità normative introdotte dalla Riforma Cartabia in materdi di Giustizia civile.

Gli incontri sono stati organizzaati dalla Fondazione per la Formazione Forense dell’Ordine degli Avvocati di Firenze con la collaborazione del Centro Fiorentino Studi Giudici; Articolo 24 Gruppo di Studio Penale e Civile; Associazione INSIEME; Camera Civile di Firenze ed FCC Federazione Camere Civili della Toscana

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Anni fa, un importante studioso della procedura civile con il quale ebbi modo di relazionarmi, mi disse: “Federica, non dimenticarti che per vincere una causa non è importante cosa si chiede, ma come lo si chiede”. Il Giurista in questione intendeva farmi notare come, nel processo civile, l’importanza del rispetto di determinati termini e formalità possa rivelarsi determinante sull’esito finale della controversia e, pertanto, sia necessario non trascurarli, pena il rischio di perdere una causa, nonostante la normativa di diritto sostanziale si riveli favorevole al proprio cliente. Mi pare, tuttavia, che una simile affermazione disveli una realtà altrettanto vera: e cioè che, l’imposizione di un numero eccessivo di formalità e di termini “perentori” a carico delle parti, rischi di tradursi in un formalismo esasperato che, all’esito del procedimento, favorisca la parte maggiormente “accorta”, anche a scapito di una ricerca sostanziale ed effettiva della giustizia.

Detto questo, temo (e tengo a precisare che quella che vado ad esporre costituisce una riflessione del tutto mia, senza nessuna pretesa di riferire le opinioni dei Relatori che sono intervenuti al corso) che – salvo alcuni interventi di razionalizzazione della normativa vigente da salutare con favore – per il momento dovremo “accontentarci” di un accorciamento dei tempi per la risoluzione delle controversie civili, salvo poi verificare se tale “accorciamento” si rivelerà sufficiente a riportarne la durata ad un tempo ragionevole. E se tale riduzione della tempistica processuale – che costituisce senz’altro l’obiettivo primario che la Riforma in esame persegue – non sarà un risultato di poco conto (specie laddove si consideri che la Banca Mondiale, nel rapporto “Doing business 2019”, ha stimato che il tempo medio in Italia per la risoluzione di una controversia commerciale in prima istanza è di 1.120 giorni e, tale dato, colloca l’Italia al 111° posto – su 190 paesi presi in considerazione – per ciò che concerne l’efficienza della giustizia sul piano dell’enforcing dei contratti), tuttavia un simile risultato non sarà nemmeno “senza costi”: mi riferisco all’inasprimento dei termini per l’esercizio di numerose attività processuali e l’introduzione di preclusioni ulteriori concernenti sia il thema decidendum che il thema probandum. Per converso, tali costi non riguarderanno (almeno stando alle previsioni attuali) un investimento in termini di risorse economiche per l’assunzione di Magistrati; investimento, quest’ultimo, che inciderebbe in modo effettivo sull’efficienza e sulla qualità della giustizia italiana, anche in considerazione della grave mole di lavoro gravante su di loro.

Ringrazio molto i relatori del Corso per aver considerato analiticamente i numerosissimi mutamenti che la Riforma Cartabia mira ad introdurre in relazione alla Giustizia civile. Sono intervenuti: Avv. Cosimo Papini; Avv. Sergio Paparo; Prof. Vincenzo Ansanelli, Avv. Lucilla Galanti, Avv. Michele Monnini; Prof. Avv. Andrea Proto Pisani; Avv. Davide Amadei; Avv. Marina Ercoli; Prof. Avv. Andrea Del Re, Avv. Giacomo Sarti Rosati; Avv. Gabriele Stagni; Avv. Daniela Muradore, Avv. Maria Silvia Zampetti; Prof. Avv. Claudio Cecchella, Avv. Maria Giovanna Ruo; Avv. Alessandra Dalla Bona, Avv. Marco Ferrero, Avv. Maria Rosaria Pizzimenti, Avv. Carlo Poli, Avv. Luca Russo; Avv. Barbara Gualtieri. Ci tengo poi a ringraziare con particolare riguardo anche gli Organizzatori del corso per averne consentito la partecipazione anche ad Avvocati iscritti ad altri Ordini, stante l’importanza degli argomenti trattati.

Avv. Federica Forlani