Sub artt. 5-6-7 D.lgs. 231/2001. Le sanzioni disciplinari

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Sub artt. 5-6-7 D.lgs. 231/2001. Le sanzioni disciplinari

Pesaro, 20 settembre 2019

E’ di recente uscita la pubblicazione “Sub artt. 5-6-7 D.lgs. 231/2001. Le sanzioni disciplinari”, che ho avuto il piacere di scrivere insieme al Prof. Avv. Enrico Ginevra. Lo scritto è stato pubblicato sul volume AA. VV. Compliance. Responsabilità da reato degli enti collettivi, Commentario a cura di Castronuovo, De Simone, Ginevra, Lionzo, Negri, Varraso, I edizione, Ipsoa, 2019 (p. 283 – 298).

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L’art. 6, c. 2, lett. e D.Lgs 231/2001 (con specifico riferimento ai soggetti in posizione apicale) e l’art. 7, c. 4 lett. b del medesimo Decreto (con riguardo ai soggetti sottoposti all’altrui direzione), hanno previsto l’introduzione, nel modello organizzativo ex D.lgs. 231/2001 concretamente adottato dall’ente, di “un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate dal modello”, evidenziando l’importanza delle sanzioni disciplinari nel conferimento di effettività dei modelli organizzativi adottati dagli enti. Se, l’introduzione di un sistema disciplinare effettivo costituisce una pietra miliare sulla quale appare indispensabile costruire un modello organizzativo e di gestione che non sia soltanto “adottato”, bensì anche “efficacemente attuato” (come preteso dai disposti ex art. 6 c. 1 lett. a ed art. 7, c. 2 del Decreto) occorre tuttavia osservare che sul contenuto del sistema disciplinare e sui requisiti che esso deve possedere perché una tale effettività si realizzi, la legge nulla dice, onerando così l’interprete del compito di svolgere la relativa identificazione. Tale compito, poi, si arricchisce di una difficoltà ulteriore, laddove si consideri che, con specifico riferimento ai destinatari del sistema sanzionatorio, il D.lgs. 231/2001 si limita a riferire che lo stesso debba rivolgersi ai “soggetti sottoposti all’altrui vigilanza”, oltreché a quelli “in posizione apicale” (di cui all’art. 5, c. 1, lett. a del Decreto), lasciando così aperto l’interrogativo concernente l’individuazione, in concreto, di coloro che rientrano nel novero delle categorie indicate.

Muovendo dalle esposte premesse, lo scritto si ripropone di individuare, in concreto: i soggetti destinatari delle sanzioni disciplinari di cui al D.lgs 231/2001; la condotta rilevante ai fini dell’attivazione della sanzione; le sanzioni concretamente applicabili, oltreché le peculiarità del procedimento sanzionatorio volto all’accertamento dell’illecito ed alla (eventuale) irrogazione della sanzione.

Avv. Federica Forlani